Sarta per l’esistenza

Un Bildungsroman, che non so come si pronuncia e a cui preferisco l’espressione Romanzo di Formazione.

Un Romanzo di Formazione.
Una Rivelazione.

Ha in sé l’atrocità della crescita, lo sforzo dell’accettazione e la fatica della scoperta.
Ha il sapore di una pazienza che non appartiene a questo tempo, ha l’estasi della vita compiuta.
È una sorta di compagno che, se solo lo avessi saputo prima, avrei letto per tappe.
Non capita spesso di trovare un libro che sia insieme un romanzo e un vademecum. Non capita perché non serve.
Soffriamo una sorta di bulimia di istruzioni.
Pagine, libri, riviste, amici, santoni mediatici: tutto e tutti hanno la boriosa presunzione di indicarci la via. Da tutto e tutti, con la boriosa presunzione di farcela da soli, fuggiamo. Eppure, quando qualcuno o qualcosa si impone con determinazione e con fermezza non possiamo che cedere. Accettiamo sconfitti che da soli non si cresce, non ci si evolve, si resta miseri nella pochezza.
Oggi, e altre volte, si impongono per me le parole.
Si impone la storia raccontata, non l’uomo, non lo scrittore, ma le parole.
Un libro può rivelarsi più illuminante di notti a pensare, più epifanico di angoli bui vissuti in silenzio.
Un libro può raccontarti la tua storia, può parlare al tuo ego senza gonfiarlo.
Le parole hanno la forza di distruggere certezze, più degli uomini. Hanno l’attitudine a demolire e ricostruire più velocemente di quanto è umanamente pensabile.
Delle parole mi fido.
Un libro può rivelare la fame.
Della mia fame, della mia fame di me mi ha parlato
Atti osceni in luogo privato

Non Marco Missiroli, che pure ho imparato a stimare, ma il suo libro.
Eppure, da questo libro, non mi aspettavo certo di esser spogliata e vestita di diverse fogge.
Eppure non mi aspettavo di scoprirmi affamata di questa donna, che non conosco ancora.
Eppure non credevo di averne bisogno.
Eppure non avrei voluto leggere Maturità, Adultità e Nascita.

Ho ripreso la matita e segnato pagine, frasi, idee, concetti.
Ho scritto sulla prima pagina bianca: pag.134 “il rischio si accetta per il sublime”.

Se a 13 anni è stato Il Cammino di Santiago, oggi è Atti osceni in luogo privato a farmi da lente. Non specchio, ma filtro, decodificatore di esistenza.

I Pregiudizi non avrebbero certo presagito tutto questo. I pregiudizi avrebbero parlato solo di curiosità per un libro che mi aspettavo non fosse di certo un porno, come altri hanno osato indovinare. I Pregiudizi avrebbero detto ciò che non sarebbe stato.
Queste righe, invece, raccontano uno strappo che devo imparare a ricucire.
Sarta della vita, sarta per l’esistenza.

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Lievemente, Neveesogno

Ho un pezzo di cuore che batte solo al tuo pensiero.

Stasera batte forte, inspiegabilmente.

Stasera batte più del resto.

Stanotte voglio solo essere incosciente e sperare che possa bastare solo un battito più frenetico.

Lievemente….

I pregiudizi della Neve – Zia Antonia sapeva di menta

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La genesi dell’acquisto di questo libro è insolita, o forse no, è solo in stile.

Giuro, non avevo messo in conto di comprare dei libri, altri libri, non adesso, non prima di aver sfoltito un po’ le pile in camera1 (che un monolocale sembra esser diventata solo libri)… ma a casa si stava facendo un ordine online… vuoi che non ci sia un libro per Neveesogno?Mi metto alla ricerca di qualcosa che mi affascini, che mi seduca. Un libro, un titolo, una storia… ecco un autore! Ho sentito parlare di questo medico scrittore, e io, che scopro la bellezza nel bilico, voglio leggerne le trame. Voglio accarezzare le sue idee, voglio anch’io far parte di quel bilico esistenziale.
Cerca: Andrea Vitali
Io, sapete, non son una a cui piace legger le trame, non mi piace sapere in anticipo cosa mi racconterà di orrendo, divertente, emozionante, sublime, scandaloso, elevato, triste un libro al nostro primo appuntamento. A maggior ragione non leggo le trame di autori di cui son culturalmente vergine.
(ehm… ok! Questa forse è scritta un po’ male, ma non mi viene un altro modo schietto e immediato per dirlo)
Sono una che spesso acquista per istinto, per affinità, per audacia.
Insomma al primo appuntamento preferisco lasciare che l’uomo si racconti, preferisco conoscere la sua versione.
Voglio guardarlo come lui si vede e, solo alla fine, sovrapporre a quel racconto il mio sguardo.
Voglio lasciarmi ammaliare, confondere, e a volte anche deludere, dall’altro. Il primo appuntamento è un rischio, è una puntata troppo alta al casinò. Eppure, se così non fosse, non sarebbe certo sconvolgente come ogni primo appuntamento.
Sapete, ci sono quegli appuntamenti un po’ al buio, quelli organizzati dall’amica, dall’amico, dal fratello, dalla mamma… ecco quelli lì in cui non scegli nulla se non l’abito per stupirlo.
L’incontro con questo libro è stato un appuntamento al buio.
Io ho scelto Vitali, il resto si è scelto.
È andata più o meno così:
Ragazzi, fratello, sorella… mi ascoltate? Devo scegliere un libro. Ho scelto l’autore ma non so quale prendere. Datemi una mano.
Sorella → Come?
Fratello → come fai a scegliere un libro senza sapere di cosa parla?
Dai, ragazzi, tra X (non ricordo quale fosse l’alternativa) e “Zia Antonia sapeva di menta” quale prendo?
Coro → Zia Antonia sapeva di menta.
Ecco com’è andata.

Questo acquisto è stato un po’ la presa per il culo perenne di inizio anno…
Adesso che è arrivato, però, scalza tutti gli altri libri e si piazza il pole position.
Zia Antonia profuma di menta è una carezza di ricordi.
Le caramelle in copertina, le stesse che la donna che non ha più ricordi ci dava durante le passeggiate. Quel sapore è uno dei tanti sapori dei ricordi di quella donna, eppure è l’unico che posso dire autentico, lontano dalle “cucine per mestiere” e vicino ad una nonna. È il sapore di momenti rubati alla quotidianità, è il sapore conquistato, l’unico tra i tanti elargiti. È il ricordo di un posto esatto, di un luogo e un tempo. Due bimbette, una rotonda signora con una borsa quasi vuota, giusto un borsellino, un rosario, le chiavi e un tesoro: il minuscolo forziere di latta delle caramelle delle bimbe buone.
Un premio, o forse solo il momento adatto tra la merenda e la cena estiva…
Il retro è divertente, è come non ne ho ancora visti, eppure di storie di cibo ne ho lette parecchie… il retro è il ricettario di questo primo appuntamento!

Zia Antonia: profuma di menta. C’è altro da aggiungere?”

Non so esattamente cosa mi aspetto, questi sono i pregiudizi.
A breve lo aprirò, a breve mi lascerò vincere da quest’altra storia.
A breve, docilmente, lascerò che il sapore delle caramelle mi torni alla mente, e che anch’io per un attimo possa sapere di menta.
A breve, conoscerò “l’artigiano della parola”2, e io, ad uno come lui, concedo di certo un secondo appuntamento.
Sono pronta, carica di tutti i miei pregiudizi, per questa nuova lettura

Lievemente, Neveesogno

1Ricorda Neveesogno, devi scrivere a riguardo…. Neogrigio lo farò!
2Così ne parla Bruno Quaranta, o meglio: così la copertina dice che Bruno Quaranta lo ha definito.

 

nostalgica melodia

Del tempo in cui ascoltare la stessa canzone imponeva strette e abbracci. Guardarsi negli occhi per dividere le cuffiette.

Nell’era del “post-TempodelleMele”, la mia, la musica si spartiva nelle orecchie, si passava di cuore in cuore attraverso una cuffietta, in un climax di attenzioni e sospiri e sogni. Dall’attimo in cui passavo un auricolare a qualcuno sapevo già di essermi arresa. 

Prima accanto, litigando per beccare la cuffia sinistra; poi occhi negli occhi per sperare un bacio o un sorriso da baciare. La condivisione fisica e i feedback nascosti dalla timidezza.

Poi arrivò il tempo della scusa, sempre più scusa, per stringersi di piu sugli scooter e ridere in faccia a tuo padre nelle corse incontro al futuro in provincia.

Poi è arrivato “lo sdoppiatore” che iniziò a separare anche l’esperienza.
Lievemente, Neveesogno